Primavera, tempo di bilanci e di soddisfazioni

Un anno vissuto intensamente. Così si può descrivere il primo anno trascorso insieme del team del Coderdojo di Reggio Emilia: 11 incontri realizzati, più di 300 bambini partecipanti, un gruppo di oltre 20 mentor, la collaborazione con Reggio Children. Il nostro non è solo un bilancio di numeri, ma anche di emozioni e soddisfazioni.
Per chi ancora non ci conosce, i gruppi di Coderdojo fanno parte di un movimento aperto, libero e gratuito nato in Irlanda nel 2011. Ogni team organizza nel proprio territorio incontri gratuiti per insegnare a bambini e adolescenti a programmare e familiarizzare con i computer. Una palestra di creatività dove i ragazzi possono creare i propri programmi, videogiochi, animazioni o storie interattive divertendosi.

I mentor junior di Coderdojore

I mentor junior di Coderdojore

Una lezione in cui la collaborazione e la condivisione d’informazioni e competenze è un elemento fondamentale e materia d’insegnamento.
E sabato scorso, al Centro Internazionale Loris Malaguzzi, abbiamo festeggiato il nostro primo anno di attività con un evento maxi. A quasi un anno di distanza dal primo timido Coderdojo ai Musei Civici di Reggio Emilia, il nostro gruppo, grazie alla partnership con Reggio Children, è entrato nel tempio della pedagogia moderna.
Quando, qualche mese fa, abbiamo iniziato a parlare di questo progetto con l’assessore Valeria Montanari e le pedagogiste dell’Istituzione comunale scuole e nidi d’infanzia sapevamo che avremmo affrontato la sfida della nostra maturità. Far conoscere le potenzialità di Scratch, il programma che utilizziamo, a chi si occupa dei processi di apprendimento e sviluppo cognitivo dei bambini ai più alti livelli al mondo era una sfida. Far accettare la programmazione come uno dei linguaggi di cui dispongono i bambini per esprimere creatività ci sembrava un obiettivo ambizioso e per nulla scontato.
Abbiamo avuto addosso gli occhi della città e soprattutto dell’Amministrazione comunale di Reggio, che per prima ha creduto in noi e nei nostri contenuti educativi.

Il Coderdojo maxi al Malaguzzi

Il Coderdojo maxi al Malaguzzi

Più di 70 bambini e 16 mentor hanno animato la grande sala del centro Malaguzzi per quasi tre ore di attività. I piccoli ninja hanno prima visto personaggi, azioni e comandi per realizzare e personalizzare il proprio videogioco. Poi, dopo la merenda, una tradizione immancabile per noi reggiani, libero sfogo alla fantasia più sfrenata con le Scratch cards per realizzare piccoli giochi in maniera autonoma e autogestita.
La collaborazione con Reggio Children non si è fermata qui: anche grazie al prestigio e alla competenza della Fondazione abbiamo realizzato un’idea che avevamo in mente da tempo: un incontro per genitori e educatori. E’ importante parlare del web e dell’utilizzo da parte dei bambini soprattutto con gli adulti. Le motivazioni sono sotto i nostri occhi quotidianamente. Oggi gli adulti sono spesso impreparati nel confronto con le nuove generazioni “ipertecnologicizzate”. La tecnologia è percepita come un ostacolo e non come uno strumento. Siamo convinti che i nostri ragazzi, nativi digitali per definizione, solo per l’uso che fanno dello smartphones, siano in grado di valutarne rischi e opportunità. In realtà nessuno nasce digitale: si tratta infatti di un processo educativo che si intraprende da bambini nel quale i genitori devono intervenire con il dialogo e lo scambio costante. Abbiamo lavorato molto per realizzare questo doppio evento. Perché l’alfabetizzazione e il dialogo sono le sole armi educative che abbiamo a disposizione per affrontare con sicurezza e consapevolezza l’ambiente della rete.

Conferenza sui linguaggi della rete

Conferenza sui linguaggi della rete

Durante l’incontro più volte i relatori, il sociologo Augusto Valeriani e la pedagogista Paola Cagliari, hanno parlato della rete come di un ambiente da vivere, al pari del mondo reale, in cui i nostri figli crescono e di cui devono conoscere le regole ma anche le potenzialità.
Bambini e adulti hanno a disposizione tanti linguaggi per comprendere ed esplorare il mondo in cui viviamo. La rete è uno di questi. Forse la giornata di sabato è stato un primo timido passo in avanti per proseguire nel dialogo fra generazioni.

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