Quando imparare a programmare è espressione di fantasia

É sempre un’emozione vedere cosa è capace di creare la fantasia di un bambino: cani psichedelici e astronavi, gatti umanoidi o pinguini del Madagascar. Ogni volta è un privilegio osservare il mondo unico e magico dei bambini, sempre fantastico a prescindere dall’età e dal tipo di “maturità informatica”.
Al Coderdojo le regole sono invertite: sono i ragazzi che portano i genitori, è obbligatorio fare merenda e soprattutto copiare. E i mentor non si stancano mai di ripetere le poche regole che servono per realizzare il proprio gioco.

Coderdojo Cavriago

Coderdojo Cavriago

Quando si parla di digitale e di ragazzi l’atteggiamento è spesso antitetico: c’è chi demonizza e vede la tecnologia come un pericolo e c’è chi non utilizza filtri di nessun tipo non preoccupandosi di ciò che viene loro propinato. L’equilibrio non è facile in questo territorio, perché si tratta di un ambito nuovo, inesplorato e in continua trasformazione. Con cui anche gli adulti, nativi o tardivi digitali, si misurano quotidianamente.
In questa confusione educativa però un principio può aiutarci: il realismo, cioè l’osservazione della realtà e dei cambiamenti che inevitabilmente si producono, condito con alcuni ingredienti fondamentali: la cura, la condivisione e la libertà di espressione.
Così è cresciuto il nostro reggianissimo Coderdojo in un anno di attività e questo spirito semplice ma concreto e efficace è lo stesso che ci animerà anche sabato 16 maggio dalle 15 presso il Centro Internazionale Loris Malaguzzi di Reggio Emilia. Il prossimo Coderdojo è un importante punto di approdo per tutti quanti: la nascita di una collaborazione prestigiosa che, sotto l’egida dell’Assessorato all’Innovazione e Agenda digitale del Comune di Reggio Emilia, ha visto la consacrazione di un nuovo linguaggio di comunicazione dei ragazzi. Dalle parole della stessa Vea Vecchi, atelierista delle scuole d’infanzia e stretta collaboratrice di Loris Malaguzzi, abbiamo colto il passaggio dal pregiudizio all’entusiasmo della scoperta di nuovi e inesplorati territori.
La programmazione come linguaggio, uno dei tanti in cui l’espressione si può convogliare, per aiutare i ragazzi a sviluppare il pensiero logico con creatività e in modo personale. Non per creare programmatori, ma per imparare a utilizzare ingegno e creatività in un nuovo atelier virtuale, distinto ma vicino alle attività più materiche, come l’atelier Raggio di Luce, che animano il Centro Internazionale Malaguzzi, punto d’eccellenza della nostra città.

Centro Internazionale Loris Malaguzzi

Centro Internazionale Loris Malaguzzi

Il Coderdojo di sabato vuole essere anche un momento di crescita e arricchimento per gli accompagnatori dei ragazzi, tempo speso bene e interessante per tutti: dalle 15 alle 17.30 si svolgerà infatti un incontro dal titolo “I 100 linguaggi della Rete: il web come moltiplicatore di opportunità”. È la prima volta che si realizza un’attività sinergica che apre alla città, l’incontro è pubblico, un tema importante e di attualità come i linguaggi della rete.
Augusto Valeriani, sociologo dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bologna, Paola Cagliari, pedagogista e direttore dell’Istituzione Scuole e Nidi d’infanzia del Comune di Reggio Emilia, coordinati da Alessia Maccaferri, giornalista di Nova – Sole 24Ore con Valeria Montanari, assessore a Innovazione, Agenda digitale e Partecipazione del Comune e Carla Rinaldi, presidente della Fondazione Reggio Children – Centro Loris Malaguzzi prenderanno in esame da differenti punti di vista questo tema, molto caro non solo a chi educa ma a chi ha modo di osservare con occhi disincantati il nostro futuro.

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